07 dicembre, 2011

Cittadini della Locride ed emergenza democratica

EMERGENZA DEMOCRATICA NELLA LOCRIDE
L'inchiesta della magistratura che ha recentemente coinvolto il sindaco di Casignana, Pietro Crinò, collocata nel quadro più complessivo dell'arresto di Femia, sindaco di Marina di Gioiosa, di Figliomeni,  già sindaco di Siderno, di tanti altri sindaci denunciati o indagati per le più svariate ragioni, pone in luce uno scenario inquietante e  lancia  un forte allarme a tutti i cittadini  della Locride  perché uniti  affrontino  con  sollecitudine  il problema dell’ emergenza democratica.
Non vogliamo entrare nel merito delle responsabilità civili e penali che, nel campo  giudiziario, vengono contestate agli indagati, ai quali spetta il diritto di poter dimostrare  la loro estraneità. Noi, a  scanso di equivoci, esprimiamo forte solidarietà alla Magistratura che con la sua azione, nell’alveo della costituzione e per la difesa della democrazia, sta abbattendo un tabù che sembrava atavico e inamovibile: il senso di impunità diffuso che ha consentito a svariate consorterie di utilizzare le istituzioni pubbliche e gli organismi da esse controllate  per ingrassare, lucrando sulla pelle dei cittadini, per elargire favori, per  costruire privilegi e carrozzoni clientelari, fino a trasformare intere realtà in feudi personali, dove  tutto fosse consentito, in barba ai valori, all’etica  e alle regole di una società democratica.
 Noi siamo per la presunzione di innocenza fino a prova contraria e mentre da una parte diciamo  che, in taluni casi, le diverse vicende processuali, con i loro specifici spessori e  proiezioni di inquietanti scenari sull'intera nostra comunità,   suscitano il dubbio di forzature  nelle indagini e nei provvedimenti conseguenti, dall’altra parte affermiamo tutto il nostro sostegno  all'opera indispensabile della magistratura che sta infondendo nei cittadini la speranza di una legalità possibile.
Per troppi anni abbiamo assistito allo svuotamento di questo comprensorio, alla sua marginalizzazione, al suo impoverimento generale, al suo degrado ambientale, chiedendoci chi e come doveva contrastare quest'opera di distruzione di un'intera comunità. Tanto tempo fa, allo scopo di dare forza e voce a questo territorio, fu istituito il “Comitato dei sindaci della Locride”, che solo in alcune circostanze è riuscito a rappresentare qualche debole ragione territoriale, ma per il resto è rimasto un organismo simile ad una stanza di compensazione, preoccupato di soddisfare singole aspettative nella distribuzione di incarichi, buoni solo a tenere in vetrina soggetti squalificati e inadeguati nel ruolo in cui si sono ritrovati anche grazie a patti scellerati vuoi con consorterie criminali, vuoi con consorterie economiche.
Se oggi ci ritroviamo privati di servizi efficienti, di trasporti pubblici rispondenti alle necessità della mobilità dei cittadini (i nostri treni ne sono un caso emblematico), prigionieri di una sanità costosa e inadeguata, abitanti di un territorio degradato sul piano urbanistico e ambientale,  che frana dappertutto, con un mare  che diventa ricettacolo di tutto a causa di torrenti e fiumare abbandonate all'incuria, con una viabilità  da terzo mondo e al contempo con una organizzazione criminale, ritenuta tra le più ricche, potenti e intimidatorie del globo, che  soggioga e governa il nostro territorio  con l’intimidazione e la corruzione, non indifferenti responsabilità sono da ascrivere ai primi cittadini e al loro deficiente organismo di governo territoriale.  Vogliamo anche sottolineare la indisponibilità o ovattata ostilità da parte di non pochi amministratori  verso  la cultura e l’azione  della cittadinanza attiva, lesinando quei mezzi e investimenti necessari al suo effettivo espletamento.
 Se in questo territorio ha fallito gran parte della  sua classe dirigente ciò è addebitabile anche al comportamento passivo dei cittadini, che spesso preferiscono gretti quanto inconfessabili patti di scambio elettorale invece di un sano programma di governo teso al bene comune e basato su regole e diritti.
In questo momento difficile e pericoloso per la democrazia, pensare che i nostri guai siano causati da Gnomi o  Elfi o che il loro superamento possa essere affidato, secondo una radicata e coltivata mentalità della delega,  “all’uomo della provvidenza”,  ci porta prima o poi verso errori e orrori del nostro passato.
E’ necessario che tutti i cittadini di buona volontà si incontrino per riflettere sui problemi di questo territorio, sulle sue potenzialità umane e ambientali,  sulle iniziative da costruire e intraprendere per uscire dal contesto viziato degli addetti ai lavori, che spesso esprimono   opinioni e giudizi  partigiani perché inficiati da ambizioni e interessi personali o di cordata.    
LA LOCRIDE HA BISOGNO
DEL CORAGGIO, DELL’UNIONE 
E AZIONE   RESPONSABILE 
DI TUTTI I SUOI CITTADINI VOLONTEROSI.
Noi abbiamo già iniziato a muoverci.
Discutiamone insieme
Sabato 17 dicembre alle ore 17
a Siderno sala Ymca.

IL COMITATO “RISVEGLIO DELLA LOCRIDE

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